Il canto del cucù: come l’orologio imita l’uccello
Da quasi tre secoli, il canto del cucù è la firma degli orologi della Foresta Nera. Dietro queste due note familiari si nascondono un uccello vero, un principio preso in prestito dall’organo e, sui modelli meccanici, due minuscoli mantici di legno.
Un canto preso in prestito dall’uccello
In natura, il «cu-cù» è il canto del cuculo maschio, che si fa sentire in primavera. La femmina emette invece un verso del tutto diverso. È questo canto ad aver dato il nome all’uccello: «cuculo» è un’onomatopea. Le sue due note sono discendenti. In aprile l’intervallo tra loro corrisponde a una terza minore, poi si allarga con il passare della stagione.
Con sole due note, questo richiamo si presta bene all’imitazione. Già nel 1650 lo studioso Athanasius Kircher descrive un cuculo meccanico inserito in un organo, il cui verso nasce da due canne e dai loro mantici. Nel 1669 Domenico Martinelli propone di usarlo per suonare le ore. Il seguito è raccontato nel nostro articolo sulla storia del cucù.
Due mantici e due canne di legno
Su un cucù meccanico, il canto nasce da due piccoli mantici di legno, chiusi da una sottile membrana flessibile, in pelle o in carta speciale. Ognuno è posato su una piccola canna di legno, chiusa a un’estremità come alcune canne d’organo. La canna più corta dà la nota acuta, quella più lunga la nota grave.
Allo scoccare dell’ora, il meccanismo solleva i mantici uno dopo l’altro, poi li lascia ricadere sotto l’effetto di piccoli pesi. L’aria espulsa fischia nella canna: prima la nota acuta, poi quella grave, come nell’uccello. Alcune fessure praticate nei fianchi della cassa lasciano poi uscire il suono.
Il cucù canta tante volte quante sono le ore, e una sola volta alla mezz’ora, come su questo modello con l’uccello ad ali spiegate. La nostra guida sul funzionamento di un cucù spiega che cosa fa scattare il canto allo scoccare dell’ora.
Quando il cucù perde la voce
Il «cu-cù» suona giusto solo se le due note si susseguono al ritmo giusto. Se uno dei mantici non funziona più, si sente una sola nota. Il silenzio completo ha spesso una causa semplice:
le graffette di trasporto ancora sui mantici;
un filo di sollevamento sganciato;
la leva di arresto rimasta in posizione silenzio.
La nostra guida alla risoluzione dei problemi aiuta a capire perché un cucù non canta più.
Con gli anni, la membrana dei mantici si consuma a forza di piegarsi, ed è nelle pieghe che compaiono le perdite. Un orologiaio può allora sostituirla per restituire la voce al cucù. Evitate anche gli errori che lo danneggiano, come azionare la leva durante il canto.
E su un cucù al quarzo?
Qui niente mantici: il canto è una registrazione digitale, spesso quella di un vero cuculo in natura, diffusa da un piccolo altoparlante. L’uccellino è azionato da un elettromagnete ed esce solo alle ore piene.
Su questo cucù con foglie in rilievo, il canto risuona con un effetto eco prima di una delle dodici melodie. Un selettore permette di scegliere tra cucù e musica, solo cucù o silenzio, e il volume è regolabile.
Anche di notte i due movimenti si distinguono. Su un quarzo, un sensore di luce spegne spesso il canto non appena la stanza si fa buia. Su un meccanico lo si spegne di solito a mano con la leva di arresto, ma alcuni modelli lo fanno in automatico. La nostra guida sul cucù al quarzo ne spiega il funzionamento.
Mantici di legno o registrazione: la nostra guida vi aiuta a scegliere tra un cucù meccanico o al quarzo.